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Ricerca e cura in Oncologia Falck a Niguarda: cosa è stato fatto nel 2016

Le cure oncologiche rappresentano una parte cospicua delle attività diagnostiche e terapeutiche del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e nel corso degli ultimi anni hanno subito importanti evoluzioni passando da un tipo di assistenza in degenza ad una assistenza più personalizzata e che si svolge principalmente nel settore ambulatoriale

Nel corso del 2016 l’innovazione e la ricerca clinica nella nostra Oncologia ha tenuto il passo, contraddistinguendosi soprattutto per alcune scoperte che stanno già ampliando le opzioni terapeutiche per diversi tumori solidi e in particolare tumore per il carcinoma del colon-retto.

I due filoni che si stanno perseguendo con maggiore fruttuosità nel campo della ricerca oncologica mondiale riguardano da una parte l’applicazione della cosiddetta precision medicine, che consiste nel bersagliare in modo mirato alcune caratteristiche molecolari del tumore con anticorpi monoclonali o inibitori delle tirosino-chinasi, e dall’altra la possibilità di risvegliare il sistema immunitario della persona ammalata rivolgendolo contro il tumore con farmaci che si chiamano inibitori del checkpoint immunitario.

Nella nostra Oncologia nel corso del 2016 abbiamo svolto attività di ricerca in entrambi questi campi.

Nell’ambito della precision medicine abbiamo dimostrato che esiste una frazione dei tumori del colon-retto che presenta un’alterazione dell’oncogene Her2 (amplificazione) e che può beneficiare grandemente da una terapia mirata con i farmaci anti-Her2 trastuzumab e lapatinib. Si tratta di circa il 5% di tutti i tumori del colon-retto in fase metastatica e per stabilire se esista questa alterazione è necessario che i preparati istologici tumorali vengano analizzati per la ricerca dell’amplificazione di Her2. Questa scoperta è stata effettuata nell’ambito di un progetto di ricerca no-profit finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e condotto in collaborazione con l’Istituto di Candiolo IRCCS insieme al quale sono state generate le ipotesi cliniche e precliniche. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Oncology nell’aprile 2016 e sono accompagnati da un editoriale che ne sostiene l’applicazione clinica in tutti i pazienti con tumore del colon-retto Her2 amplificato. Si configura pertanto uno scenario variegato, in cui ciascun tumore del colon-retto presenta delle proprie caratteristiche molecolari distintive che vanno ricercate al fine di trovare la cura più adatta. Un’ulteriore piccola percentuale (<3%) di questi tumori infatti presenta delle altre alterazioni geniche che sono definite traslocazioni e, in un progetto di ricerca che ci ha visto protagonisti insieme a Nerviano Medical Science (Nerviano, Milano) e ancora all’Istituto di Candiolo IRCCS, abbiamo potuto identificare dei casi in cui la terapia a bersaglio molecolare con il farmaco entrectinib è risultata efficace. Questi risultati sono stati pubblicati sul Journal of The National Cancer Institute e sul British Journal of Cancer. Infine, sempre nell’ambito della precision medicine per il tumore del colon-retto abbiamo guidato una sperimentazione clinica che ha avuto lo scopo di perfezionare i risultati che si possono ottenere sfruttando alterazioni molecolari definite epigenetiche, come la metilazione del gene MGMT. In questo studio abbiamo definito, in collaborazione con il Laboratorio di Epigenetica dell’Istituto di Candiolo e con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, quali biomarcatori possano servire a migliorare la selezione dei pazienti per la terapia con temozolomide. Per quanto riguarda il tumore del polmone, nel corso del 2016 nella nostra Oncologia sono state condotte alcune sperimentazioni cliniche con lo scopo di migliorare l’efficacia delle terapia convenzionali; in particolare abbiamo effettuato studi clinici con i farmaci entrectinib (Drilon, Siena et al. Cancer Discovery 2016, in press), custirsen, INC280, bavituximab e ceritinib. I risultati di questi studi saranno disponibili nel corso dei prossimi anni e permetteranno di migliorare la cura delle persone ammalate di neoplasia polmonare.

Figura 1 - Rappresentazione schematica del pathway di Trk, bersaglio del farmaco entrectinib che è stato sperimentato dalla nostra Oncologia per la prima volta nell'uomo in uno studio di fase I (tratta da: Amatu A. et al. ESMO Open 2016)

 

Per quanto riguarda l’immunoterapia nella nostra Oncologia nel corso del 2016 sono state condotte sperimentazioni cliniche di fase III con anticorpi monoclonali che hanno come meccanismo d’azione il risveglio del sistema immunitario della persona ammalata contro il tumore. In particolare, il farmaco atezolizumab è stato utilizzato in modo innovativo nell’ambito di sperimentazioni per il tumore del colon-retto metastatico, sia in associazione alla chemioterapia come terapia di mantenimento dopo una prima fase di induzione con la chemioterapia e il farmaco anti-angiogenetico bevacizumab, sia come terapia in fase avanzata di malattia in associazione al farmaco a bersaglio molecolare cobimetinib. Nel tumore del rene, atezolizumab è stato impiegato insieme a bevacizumab.

In conclusione, il 2016 si è contraddistinto per un incessante avanzamento delle conoscenze in oncologia e la ricerca clinica in Oncologia Falck ha prodotto risultati di rilievo internazionale nell’ambito della precision medicine e prosegue senza tregua anche nell’ambito dell’immunoterapia dei tumori. Il panorama delle terapie oncologiche è sempre più variegato e solo la ricerca clinica può afferrare questa complessità e aprire la strada a terapie più mirate ed efficaci.

 

 

Andrea Sartore Bianchi

Direttore, Comitato Scientifico Fondazione Oncologia Niguarda Onlus

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